Il Formaggio Vacche Rosse

La storia e le caratteristiche di questo particolare formaggio.

Tempo di stagionatura minimo di 24 mesi

La stagionatura minima del nostro formaggio è di 24 mesi,

Il risultato è un formaggio ricco di calcio, fosforo, vitamina A, Omega 3 e Omega 6 (grazie al foraggio verde dato nel periodo estivo e ai semi di lino nella razione invernale) che sono antiossidanti e anti cancerogeni. Da qui un sapore dolce, delicato, persistente e un colore giallo paglierino, quest’ultimo dato dall’erba ricca di beta-carotene il precursore della vitamina A. Questa stagionatura è la via di mezzo giusta per chi desidera un formaggio sia da pasteggiare che da grattugia.

La stagionatura oltre 30 mesi: l’anno di stagionatura in più intensifica gli aromi e i sapori, creando un sapore deciso, ma mai piccante.  Trova il suo massimo impiego in cucina, nella preparazione di piatti o paste ripiene.  

La stagionatura oltre 40 mesi, è una riserva e come tale, solo alcune forme con particolari caratteristiche vengo scelte per essere portate a questa stagionatura. Si scelgono forme con pezzature mediamente grandi che riescono nel tempo a mantenere la dolcezza pur intensificando gli aromi. Il risultato è un formaggio “rotondo” al palato, avvolgente, ma mai troppo forte da coprire gli altri sapori. Tante volte già da solo diventa un piatto, magari da aperitivo con il suo naturale accompagnamento di Aceto Balsamico di Modena Dop  invecchiato 25 anni.

Un Movimento che cresce negli anni!

Il movimento Vacche Rosse come era normale ed immaginabile che fosse, negli anni è cresciuto, così come sono cresciuti il numero di produttori.

Essendo noi stati i capostipiti di tutto questo “movimento” abbiamo deciso di distinguerci sul mercato da tutti gli altri, creando una nuova produzione di forme marchiate totalmente “Vacche Rosse” sul piatto e sullo scalzo per una nitida distinzione sul mercato e per tutelare al massimo il consumatore finale. Queste forme mantengono le stesse caratteristiche produttive e organolettiche dei formaggi a pasta grana ma si distinguono per un disciplinare molto restrittivo: tra gli aspetti più salienti spicca l’utilizzo di mangimi certificati no- OGM, l’obbligo all’impiego di foraggi freschi nel periodo primaverile-estivo e di semi di Lino nel periodo invernale per mantenere, quando non c’è l’erba, gli Omega 3 e Omega 6 agli stessi livelli ed il divieto dell’unifeed.