Le Vacche Rosse

La storia della vacca rossa si perde nei secoli. Giunse nella pianura Padana con i Longobardi ed era presente nelle stalle della contessa Matilde di Canossa e nelle corti dei Monaci Benedettini. Fu impiegata sia per trainare aratri e carri, sia per fornire il latte necessario alla produzione del primo Parmigiano Reggiano.
Negli anni ’50, se ne contavano ancora 130 mila capi nella provincia di Reggio Emilia.
Poi la drastica riduzione in quanto produceva meno latte rispetto ad altre razze importate dall’estero. Negli anni ’80 se ne contavano solo mille capi, rischiando così l’estinzione.

La Rinascita

Da lì sono  iniziate le grandi battaglie che ci hanno portato fino ai giorni nostri e che ci hanno  riconosciuto come produttori di eccellenze gastronomiche.  Gli anni 80 sono anni di duro lavoro e di sacrifici dove si fecero fiere, dove si cercò di coinvolgere le istituzioni nel progetto di ricerca e di sviluppo di questa razza. Si arrivò così al 1991 quando nacque il Consorzio per la valorizzazione della Vacca Reggiana.    Proprio quando sembrava dovessero scomparire per sempre, scoccò la scintilla per produrre il Parmigiano Reggiano unicamente con latte di vacca rossa, come «una volta». Una scelta che si rivelò vincente.

Nel 1996 nasce l’Associazione Nazionale Bovini di Razza Reggiana, che ha il compito di gestire il libro genealogico e la selezione della razza. Inoltre garantisce che le produzioni a marchio vacche rosse siano fatte esclusivamente con materie prime che derivino da questi animali.

Cosa vuole dire allevare la rossa reggiana? Il foraggio consiste unicamente in erba, fieno e cereali , niente ogm, né unifeed (miscela di cereali, soia, fieno come piatto unico). La Rossa produce un terzo in meno di latte della Frisone, ma ha una maggior resa nella caseificazione, date le sue particolarità che derivano dalle proteine, in particolare della K caseina.
Così, per produrre un chilo di Parmigiano occorrono 14,5 litri di latte di Rossa oppure 16 litri di Frisona.