REGIO MATILDICO ubriacato al lambrusco

5,00

Formaggio a pasta semicotta leggermente pressata con stagionatura minima di 60 giorni, dal sapore lattico e dolce.

Terminata la stagionatura, viene eseguito un affinamento per circa 30 giorni sotto vinacce fermentate di uva lambrusco della zona di Reggio Emilia. Questo comporta una colorazione violacea tipica della crosta che è edibile e che porta note vinose e fermentate al formaggio.

La pasta è morbida, ideale per taglieri di salumi e formaggi.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.250 kg

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “REGIO MATILDICO ubriacato al lambrusco”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

I Formaggi de “I Sapori delle Vacche Rosse”

Il formaggio è il risultato di metodi, conoscenze e tradizioni che fanno parte della nostra storia. Non esiste solo il Parmigiano Reggiano per esempio ma ci sono anche formaggi che derivano da razze diverse, allevate in modo diverso, con diverse stagionature e di conseguenza con diversi sapori e metodi d’utilizzo. Questo è il caso del Formaggio delle Vacche Rosse (Catellani Luciano)

I Freschi delle Vacche Rosse

Le vacche mi hanno cambiato la vita, condividendo con me un modo diverso di vivere nella natura incontaminata. Non si lamentano. Non manipolano il mondo. Cooperano. Provano sentimenti ma non fanno tante storie. Pensano in modo positivo e sono straordinariamente tolleranti. Hanno una serenità incredibile. E non dimentichiamo che hanno un cervello enorme. Ha più pieghe e circonvoluzioni di quelle di un cane, quasi quante quello umano. (Jeffrey Moussaieff Masson)

Gastronomia Vacche Rosse

Meglio un pezzo di pane col formaggio piuttosto che una pizza lievitata in fretta, gommosa e indigeribile. Meglio far mangiare a casa i nostri figli, potendo, piuttosto he affidarli a mense scolastiche dove rovinano il palato. L’educazione è una cosa seria anche a tavola. (Carlo Cracco)